x / X

x / X   sf/m

x

CO   diz.uso


(lettera di vari alfabeti stranieri, non presente in quello originario italiano) x / X f, sa scèscia: ventunesima lettera dell’alfabeto sardo; esprime un suono consonantico (la fricativa postalveolare sonora, in caratteri IPA [ʒ]); è presente solo in corpo di parola in mezzo a vocali in tre situazioni: 1. davanti a E, I, in derivazione dai nessi latini -CE e -CI (paxi, luxi, praxeri); 2. talvolta davanti a A, O, U come esito secondario dell’affricata palatale [dʒ] di parole che terminavano in latino in -ARIUM e -ORIUM in seguito a metatesi della R in sillaba precedente (croxu, strexu); 3. in poche altre parole entrate in sardo da lingue moderne (arraxoni, prexu).
Non avendosi mai opposizione tra pronuncia corta o lunga, non va mai raddoppiata.

Chi bolis, fait a ponni unu cumentu

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