g / G

g   sf/m

g

CO   diz.uso


◊ 1 (settima lettera dell’alfabeto italiano) g / G f, sa gi: settima lettera dell’alfabeto sardo; può esprimere, solo davanti a A, O, U, R, due suoni consonantici velari, che sono però tra loro allofoni: 1. la consonante occlusiva velare sonora (in caratteri IPA [ɡ]) all’inizio di parola e in corpo di parola in nessi con altre consonanti, in derivazione di G latina o da altre lingue (G-, GR-, GL-, -NG-, -LG-, -RG-: gùturu, grassu, gràndula, unga, argu, allirgu), e in posizione intervocalica in parole derivate da lingue moderne o in composti latini di AD + G- (nel qual caso è spesso un allofono del seguente: agafai); 2. la consonante fricativa velare sonora (in caratteri IPA [ɣ]) in posizione intervocalica in derivazione di -C-, -CR- o -CL- latina (logu, magra, ogu) o di parole derivate da altre lingue o in composti di AD + G- (nel qual caso è spesso un allofono del precedente: aguantai), e all’inizio di parola in fonetica sintattica in derivazione da G latina (G- dopo parola che termina per consonante, come l’articolo plurale, in seguito alla caduta della stessa: i(s) gatus); 3. davanti invece ad E, I esprime un suono consonantico palatale (l’affricata palatale sonora, in caratteri IPA [dʒ]) in derivazione di G-, -NG-, -LG-, -RG-, AD + G- e in parole derivate da lingue moderne (giru, genia, prangi, spargi, agitòriu).
Questa lettera compare anche in due digrammi, che servono per esprimere rispettivamente: il digramma gh gli stessi due fonemi velari 1 e 2 [ɡ, ɣ] davanti a I, E in parole non derivate dal latino ma da lingue moderne (ghiri / pagheddu);  il digramma gi lo stesso fonema palatale 3 [dʒ] davanti a A, O, U, in parole derivate dal latino con I-, DE + vocale (jod e D + jod) in posizione iniziale (giòbia, giossu) e -N-, -GN-, -NG-, -R-, -RD- + I, E + vocale (soprattutto N, R + jod) in corpo di parola (bìngia, angioni, còngiu, òrgiu); questo digramma all’inizio di parola in certi dialetti in fonetica sintattica può esprimere anche il suono approssimante palatale sonoro (in caratteri IPA [j]) quando preceduto da parole che terminano per vocale (su giuu, sa giana).
Non avendosi mai opposizione né tra pronuncia occlusiva o fricativa dei suoni velari né tra pronuncia corta o lunga del suono palatale, in sardo non va mai raddoppiata.

Chi bolis, fait a ponni unu cumentu

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